Piccolo grande Portnoy

Francamente il piano superiore e i quattro tavolini all’aperto non aiutano a fare del Caffè Letterario Portnoy un locale spazioso, ma tenuto conto di questo, la quantità di frolle e brioche che la proprietaria riesce a disporre in maniera sublime su una credenza in legno scuro, ha veramente dell’incredibile.

Le frolle sono buone, sono tante, e dopo aver assaggiato la prima vorresti provare anche tutte le sorelle, da quelle ricoperte di cioccolato a quelle incrostate di amarene e scaglie di mandorle. Abbiamo però preferito ordinare come rinforzo la più classica delle brioche alla crema, giusto per confermare che, anche alla domenica, la fragranza regna sovrana.

Incastrato tra le colonne di S.Lorenzo e corso di porta Ticinese, il Portnoy, patisce un po’ la location. Deve scendere a compromessi d’arredo quali il frigorifero Coca-Cola e le lavagne che ricordano dell’abbondante aperitivo, ciò nonostante rimane un ambiente estremamente gradevole, con un omino Michelin che vigila dall’alto e fa tanto design.

La parte bancone è quella che, purtroppo, soffre maggiormente delle dimensioni del locale. Pochissimo spazio per consumare, impossibile fare colazione in tre allo stesso tempo. Dobbiamo segnalare, a onor del vero, che grazie al ragazzo dietro al banco, capace di una rapidità che tanto abbiamo cercato altrove, la colazione “mordi e fuggi” da giorno lavorativo diventa più che accettabile. Rimane inevitabilmente scomodo però se desiderate gustare il primo pasto della giornata con un ritmo da fine settimana.

Buono il caffè, bella presentazione per il cappuccino, con schiuma sufficientemente compatta e temperatura miracolosamente giusta per noi che lo vogliamo bere appena ci arriva di fronte, si intende.

 


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