Da Gilli, un salotto che non convince

Passavamo da quella brutta piazza ottocentesca che è Piazza della Reppublica, chiedendoci, come ogni volta, cosa deve essere saltato in testa agli architetti e agli urbanisti dell’Ottocento, quando, con Firenze capitale, si decise di smantellare il mercato vecchio, la loggia del pesce (salvata e spostata in piazza dei Ciompi), la colonna dell’abbondanza e la chiesa di S. Tommaso. Abbiamo deciso di addolcirci la vita entrando in uno dei bar affacciati sulla piazza: Gilli.

Era tardi, eppure, mentre già si allestiva l’aperitivo prima del pranzo, l’offerta di paste era ancora ampia: noi abbiamo optato per un fagottino alla mela, un po’ anonimo, e per un cornetto vuoto, questo sì, un vero capolavoro: così alto e ben lievitato che abbiamo perso il conto degli strati di sfoglia. Promossi! Il cappuccino invece un po’ troppo caldo, un po’ troppo allungato: avremmo sperato in qualcosa di meglio. Così come per l’acqua frizzante: ne abbiamo chiesto (e pagato) un bicchiere, ci è stata data non l’acqua della bottiglia, ma quella della spina, troppo gasata. Dove è finita la buona abitudine di dare un bicchierino d’acqua con il caffè? Ci ricordiamo che l’usanza esisteva, ma qualcuno la deve aver persa per strada.

Contenti della colazione? Insomma. Eravamo in uno dei bar più famosi della città e sì, certo, alcune paste, come i cornetti tradizionali o alla marmellata, son davvero buone e ben lievitate, ma ci saremmo aspettati di più da tutto il resto: dal fagottino, dal cappuccino e persino dall’acqua. Secondo noi si può fare davvero molto meglio, soprattutto considerato l’ambiente, davvero pretenzioso, di quello che si autopresenta, sul sito, come il “salotto buono” di Firenze.


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