Al Caffè Rosellini, in via Rosellini, un metro fuori dall’Isola ed è già un dramma

Ogni tanto ci muoviamo di domenica, ci è utile per capire davvero come stanno le cose: stanno male.

A pochi metri dall’Isola, a Milano, in una traversa di piazzale Lagosta, che di quel quartiere è periferia ultima al punto da ospitare la oramai imminente fermata Isola della metropolitana 5 (la lilla), c’è il Caffè Rosellini. Indovinate un po’: in via Rosellini. E a noi, quando c’è un tale sfoggio di fantasia, ci vengono le bolle. Anzi, dobbiamo essere sinceri fino in fondo. Il nome del locale, quello alla Camera di Commercio, per intendersi, è Poker S.r.l. Non c’è molto altro da aggiungere.

Come è? Eh, è dura. Si tratta di un bar caffetteria in tipico stile anni ottanta. Lungo bancone in legno chiaro, top marmorizzato, specchi dappertutto e un dolciastro, opinabile, gusto per l’oro e l’azzurro. Vorremmo illuminarci l’anima, d’oro e d’azzurro: ma non ce la si fa. Il primo intervento un po’ serio, a budget praticamente zero, sarebbe quello di comprare delle tovaglie bianche. E già si fanno mille punti. Ma pure duemila e crepi l’avarizia.

Dietro al banco un barista, uno vero. Con l’espressione di quello che nel 1984 s’è presentato lì ed è stato assunto, e poi la vita va come deve andare senza chiederti il permesso. Cappuccino tiepido ben fatto, con mestiere. Miscela ben scelta, quindi anche il caffè è buono. Comparto dolci, invece, da dimenticare. Tipica e tremenda selezione industriale (e tra questa e quell’altra, quell’altra tutta la vita), con l’unica accortezza di essersi dotati di vetrinetta riscaldata. Il risultato è sempre tremendo ma non possiamo non sottolineare la cosa.

Morale: inutilmente aperto alla domenica mattina, probabilmente dà il suo meglio nei giorni feriali quando lo immaginiamo, nelle prime ore del mattino, travolto dall’ondata di colletti bianchi che sciamano da e per il nuovo grattacielo della Regione. Quindi, non proprio da inserire nelle guide ma se vi capitasse di trovarvi da quelle parti, non si tratta nemmeno di uno di quelli da evitare.


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