Bar Chopin, che di romantico non ha molto

Nel senso che con un piede nelle risaie e l’altro su una via secondaria dell’estrema periferia sud di Milano, il povero Bar Chopin non può certo fregiarsi di una posizione attira-turisti, diciamo.

Lui tutto sommato in realtà mette a disposizione tutto quanto si possa volere, senza le pretese di essere super-alla-moda o super-classico, per spendere i primi minuti della giornata in un ambiente accogliente, abbastanza spazioso e pulito. Arredato in forma molto anonima, con le classiche forniture da bar di quartiere, ma tenute bene. In somma, un posticino tranquillo, con tanto di veranda bella grande che in estate rinfresca e d’inverno si scalda.

Passiamo al vero motivo della nostra visita e diciamo subito che la quantità di brioche che assale la vista è considerevole. La vetrina formato uomo addossata alla colonna non è un punto a favore, troppa confusione. Le povere sembrano gettate dentro un po’ alla rinfusa, alcune riportano un cartellino scritto a mano ed in fretta che ne indica il ripieno, altre un bel nome di fantasia. Noi abbiamo assaggiato: Mito. Che uno dice… e invece è il classico triangolo farcito di crema alle nocciole (fortunatamente non Nutella, ma quasi). Ecco, la dimensione è ragguardevole.

Mettiamola così, se è vero che la qualità media dei prodotti preparati da Le Tre Marie non è malvagia, ci sono alcuni che riescono a tirarne fuori il meglio. I ragazzi dello Chopin evidentemente hanno la mano dei veterani e conoscono bene la loro clientela perché fragranza e profumo erano sopra la media per il prodotto di partenza.

Lato bancone, che francamente risulta un po’ troppo ingombro e scomodo così com’è schiacciato tra una colonna e l’altra, troviamo una simpatica ragazza che si prodiga celere a servirci il nostro cappuccino. Domanda se ci vogliamo sopra un po’ di cacao. “Si grazie” rispondiamo noi mentre scrutiamo la tazza bianca che lo accoglierà: moderatamente originale.

Responso sulla bevanda: latte insapore, schiuma consistente ma fredda, caffè nella norma ma troppo lungo… ci rivediamo a settembre perché oggi siamo di buon umore. Non si può avere tutto evidentemente. Ci consoliamo con il giornale fresco di stampa, uno fra i quattro che erano a disposizione, approfittando anche di un periodico per sbirciare l’oroscopo, sai mai avessimo sbagliato noi la decade!

Tirando le somme dobbiamo constatare purtroppo come di romantico questo angolo di periferia non abbia nulla, e come le “cadenze ad effetto” con il cioccolato, si debbano studiare prima di suonarle.


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