Il Golden Gate Café, una colazione tra gli sciuri

Ci troviamo ancora una volta nel quartiere Isola di Milano, stanno accadendo un po’ di cose, qui, da qualche anno a questa parte ma certi posti non cambieranno mai. Uno tra i tanti è il Golden Gate Café. Perché non importa quanto impegno ci metti, se cambi l’arredo, se pensi in grande, se sei italiano o cinese (e sei cinese): il tuo locale non è tuo, è di chi entra e ordina. E al Golden Gate Café ci vanno gli “sciuri”. Chi sono gli sciuri? Uh Signür, bisogna insegnarvi tutto. Certe volte Milano prende il sopravvento, portate pazienza.

Allora il posto è un “ex-baraccio”, tassonomia che prevede che voi leggendo pensiate “urca!”, rifatto e rifinito da coppia cinese del tutto indifferente a ciò che le succede attorno. Non che la nuova gestione, diciamo, abbia in qualche modo chiuso l’era “baraccio” a favore dei fuochi d’artificio.

Cappuccini e brioche completamente dimenticabili, l’offerta è abbastanza imbarazzante, ma abbiamo capito tutto quando abbiamo visto il televisore e quel che trasmetteva. Andate a guardare con i vostri stessi occhi. Purtroppo non c’è niente da fare, non ti può venire la schiuma del cappuccino perché non te ne frega niente e non te ne frega niente perché c’hai quel televisore lì, non c’è storia. Ciao, click, tu tu tu tu tu.

Fuori, ai tavolini, gli sciuri e le sciure. Super simpatici, super depressi. Passano il giorno e parlano degli acciacchi, delle nuore, della morte. Pochissimo di Gesù, diceva quella con il foulard rosa carne e la stampella un po’ hi-tech: non lo stimo. Non lo stima?

Ok, magari non per la colazione in sé ma c’è più di un motivo per passare di lì.


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