Abbiamo assaggiato l’irresistibile brioche del Monzù

Affacciato su piazza Bovio, meglio nota tra i napoletani come piazza della Borsa in omaggio al prestigioso edificio ottocentesco della Camera di commercio, ci accoglie il Gran caffè Monzù: sala e spazi interni confortevoli, tavolini all’aperto, servizio caffetteria e pasticceria, ma anche curata ristorazione a pranzo.

La denominazione strizza l’occhio ai monzù (monsieurs) napoletani.  Erano infatti così chiamati nei secoli XVIII e XIX i capocuoco delle case aristocratiche campane perché, in epoca di influenza gastronomica francese, niente più di un titolo francesizzante pareva premiare l’eccellenza.

Siamo andati da Monzù una domenica mattina, quando la si fa da padroni in questo locale solitamente affollatissimo nei giorni feriali, data l’ubicazione nel cuore della city.

Abbiamo scelto un cappuccino, caldo al punto giusto, accompagnato da quella che qui viene chiamata “treccia” ed è una brioche dalla tipica lavorazione a treccia, farcita – prima di andare in forno –  con sbuffetti di crema pasticciera e decorata, a cottura ultimata, con granelli di zucchero. Sin dal primo boccone abbiamo potuto apprezzarne la lievitazione perfetta e il gusto delicato. La scelta è stata sofferta: dalla vetrina invocavano la giusta attenzione anche brioche alla crema pasticciera e amarene, alla crema di cioccolato, alla marmellata, brioche con impasto di pasta sfoglia, kranz, fagottini al cioccolato e alle mele, graffe, brioche mignon al cioccolato e al cioccolato bianco, crostatine, madeleine e biscotti all’amarena. Dall’attiguo comparto di pasticceria golose sfogliatelle ricce e frolle, mettevano a dura prova la nostra forza di volontà. Va segnalato che è possibile scegliere la versione light del cappuccino, a base di latte parzialmente scremato. Si tratta di un’opzione non ricorrente nei bar napoletani ma molto gradita, soprattutto da signore e studentesse salutiste, habitué del Monzù.

Il personale, estremamente cortese e affabile anche nei giorni feriali, quando l’affluenza è davvero notevole, la domenica può concedere un’attenzione in più e, dopo aver sfogliato i quotidiani, in un clima di assoluto relax, ne approfittiamo ben volentieri.


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