Una colazione rivedibile ma apprezziamo il sincero bagno di umiltà da Dolce&Espresso

Dobbiamo avvisarvi subito che questa recensione rischierà di essere falsata. No: non è vero, però quando trovi un personale tanto cortese e che ti chiede espressamente di dire cosa c’è che non va di modo che possa essere migliorato, è un po’ un’impresa restare imparziali.

Ciononostante, sapete che potete fidarvi di noi. Il locale si trova in centro, a due passi dal Teatro Massimo. Molto curato, arredato in maniera semplice, quasi minimalista, e con gusto. Viene subito voglia di entrare a sentire che aria si respira. E l’atmosfera all’interno è vivace, dinamica ma allo stesso tempo rilassante. Ci si sofferma volentieri a leggere un bel libro o le ultime notizie sul giornale, oppure si entra per comprare una fetta di torta da gustare a casa dopo pranzo.

Le vetrine sono invitanti, colme di dolcetti di vario genere e rosticceria. Insomma, ce n’è per tutti i gusti. Noi abbiamo optato per la classica colazione italiana: brioche e cappuccino. E qui le note un po’ dolenti. La brioche è tutto sommato buona, eppure lascia un retrogusto-pandoro che non avremmo voluto trovare. Anche la leggera glassatura in superficie, appiccicosa e zuccherina, ce la saremmo volentieri evitata.

Avevamo anche chiesto un cappuccino molto schiumoso ma quello che ci è arrivato ne aveva appena un velo quindi, nonostante il cappuccino in sé non fosse malvagio, un po’ di delusione c’è stata. Resta da dire che ciò che ci ha fatto immensamente piacere è l’invito del barman a segnalare qualsiasi cosa non andasse giustificandosi col fatto che, avendo aperto da poco, il personale è ancora in fase di rodaggio.

Ebbene, questa manifestazione aperta di umiltà, in un paese (e una regione) di gente presuntuosa, a noi è piaciuta tanto che daremo loro senz’altro una seconda chance! E vi sapremo dire.


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