La colazione all’ospedale Humanitas

Perché non è mica detto che uno poi debba usare le macchinette dei corridoi, quelle che ti fanno il caffè bollente, il cappuccino con la schiuma finta etc. Mettiamo che siano le 6 della mattina e anche solo per un controllino annuale vi trovaste a fare qualche esame presso Humanitas (enorme struttura ospedaliera alle porte di Milano arrivando da Pavia), vorrete poi rompere il digiuno imposto con una colazione degna di questo nome? Al contrario di molti altri posti, qui, si può procedere senza timori. Fatto salvo l’arredamento.

Ecco diciamo subito che vista la struttura e il generale contesto ci si potrebbe aspettare qualche cosa di meglio che uno stanzone con tavolini da bar di periferia, illuminazione al neon e bancone medio anonimo, ma tant’è, ci si accontenta. In compenso ci sono tutti i giornali che vorrete a disposizione e se siete fortunati anche un paio di copie di quelli del giorno prima.

A parte questo particolare dobbiamo affermare che, probabilmente complice la marca, probabilmente dato il numero esorbitante dei caffè, probabilmente una corretta messa a punto della macchina e una giusta macinazione dei grani, il caffè risulta decisamente buono.
Sopra la media dei normali bar, e anche sopra la media delle pasticcerie-bar che tanto van di moda. Un giusto retrogusto di tostatura, una nota amara percettibile ma bilanciata da un aroma intenso. Cioccolato, si note di cacao dappertutto!

Avendo provato il caffè ed essendone rimasti molto colpiti abbiamo voluto fare il doppio salto mortale e vedere come una struttura di questo tipo se la cava con un qualche cosa di un pelo più complicato ma che richiede amore e dedizione: il marocchino.
Premesso che non c’era coda al bancone e che quindi il test si è svolto lasciando alla gentile ragazza tutto il tempo possibile, dobbiamo proprio dire che il risultato non brilla né per gusto né per presentazione. Purtroppo la meno evidentemente frettolosa e disinnamorata ha colato una schiuma poco consistente e un po’ freddina sopra una micro spruzzata di cacao già zuccherato, rovinando anche il meraviglioso caffè… gran peccato.

Un filo intristiti ci siamo diretti al bancone con le brioche per verificare che la dimensione fosse effettivamente quella un po’ più grande del solito, che ai malati e parenti o passanti, evidentemente aiuta a saziare il digiuno. La qualità degna di nota e anche il punto di cottura. Rimarranno industriali, ma tra industriale cotta male o peggio di scarsa qualità ed industriale con i “sacri crismi” ci passa un mondo e mezzo, e qui stiamo dalla parte del mondo e mezzo.

Poca scelta ovviamente, ma la location non vive certo sui capricci di Montenapoleone, siamo a Fizzonasco in un ospedale dopo tutto. Comunque troviamo nella rosa le classicissime più un guizzo di estro giocato sulla nota dell’integrale ai mirtilli. Poca cosa, ma già è qualche cosa.

In buona sostanza questa è una di quelle colazioni forzate, non è esattamente di passaggio e nemmeno così bello da farvi scegliere questo al posto di altri bar più in centro, ma ora sapete che “dovendo” potete arrivare affamatissimi, fare quello che dovete fare, e ricompensarvi con tanta sostanza ed un ottimo caffè… giusto non prendete il marocchino!


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