Al “Caffè di Emilis” siamo stati smentiti, e meno male

Ok, questa cosa delle recensioni di colazioni potrebbe pericolosamente trasformarsi in una sorta di storia a puntate di una relazione d’amore, ma vi giuriamo che ci stiamo impegnando – tantissimamente – perché non lo diventi. Però è successa questa cosa che inevitabilmente fa pensare a un’altra cosa che avevamo scritto in questa puntata qua, e quindi ci pareva giusto correggerci, farvi sapere che ci eravamo sbagliati.

Insomma, per farla breve: ogni tanto succede che la gente si baci a colazione. È successo al “Caffè di Emilis”, locale che merita di essere ricordato non solo come il luogo dove siamo stati smentiti, ma anche perché il cappuccino è veramente notevole, con la schiuma compatta che resta separata dal liquido fino all’ultimo sorso e alla fine vi costringe a raccoglierla con il cucchiaino.

Il “Caffè di Emilis” è un posto accogliente: così accogliente che alle 10 di mattina non c’è più un tavolo libero. Se sperate di aspettare in piedi che qualcuno vi ceda il posto a sedere potreste essere colti da mal di schiena, perché qui la gente se la prende comoda, tra quotidiani da leggere e amiche da aggiornare con lunghi racconti. Quando ci sediamo – perché noi fortunatamente un tavolo libero l’avevamo trovato – una delle giovani signore che a vario titolo si aggirano tra il bancone e il locale di servizio abbassa il volume della musica spiegandoci che “Altrimenti tra mezz’ora vi viene mal di testa”. Dice proprio “mezz’ora” e lo dice con normalità, come se fosse la cosa più ovvia del mondo che resteremo al nostro tavolo per almeno trenta minuti. Cosa che effettivamente accade, a dimostrazione che al “caffè di Emilis” c’è una bella atmosfera e i clienti non si schiodano volentieri.

Sarà il doppio cd di Lucio Dalla che svetta in cima alla pila di dischi accanto alla radio, sarà che è un giorno un po’ speciale, ma ci sembra buono persino il latte (oggettivamente troppo) macchiato. E nonostante le brioche siano buone ma non indimenticabili, noi non le dimenticheremo.

P.S. Se nelle foto il locale vi appare vuoto è perché ci siamo rimasti veramente a lungo, più di tutti gli altri – numerosi – clienti.


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